Dublin: Love at First Sight

Ricordare ricordi non è il mio solito modus operandi, ma farò un’eccezione in questa circostanza, in quanto Dulino ha conquistato un posto speciale nel mio cuore. Vorrei raccontare di una terra tanto verde, di luoghi piovosi e accoglienti. Lì ho vissuto una realtà che mi ha divertita e arricchita moltissimo a livello umano; ho conosciuto gente simpatica e sono rimasta incantata dall’atmosfera unica che emana la cultura irlandese.

Nel 2012, al termine della scuola superiore vinsi un Master comprensivo di un soggiorno a Dublino di 3 mesi. La permanenza era ripartita dal regolamento in 2 settimane presso lo Swan Institute e altre 10 di tirocinio. La Swan è una scuola d’inglese che aveva lo scopo di attutire il passaggio dalla lingua italiana a quella inglese, mentre il tirocinio  era indirizzato al rafforzamento della conoscenza della lingua e alla maturazione della “esperienza all’estero” che poi ho scoperto essere di grande valore all’interno del curriculum. Io fui assegnata ad un’agenzia di lavoro interinale in qualità di assistente alle risorse umane. Lavorai a pochi metri dal Trinity College. Fortuna ha voluto che lavorassi nel centro della città e la fortuna stessa consisteva in un’ampia scelta di posti in cui andare in pausa pranzo. Prima pausa pranzo: Buger King, Grafton street. Ammetto non sia stata una scelta brillante per iniziare il viaggio culinario in quella terra. Non che accusi la bontà del menu, ma l’abbiocco che seguì fu interminaaaaaaaaaaaaabile.

Fortunatamente non fui mandata da sola. Dico “per fortuna” in quanto passare l’estate in un’incerta nuova rete di amicizie non era il massimo nell’estate dopo la maturità, quest’evento  è  una sorta di felicità che condivisa si moltiplica. Non sapevo chi avrei incontrato, chi avrei avuto voglia di conoscere oppure se gli irlandesi fossero socievoli come narra la tradizione. Dalla mia scuola fummo scelti in 5 persone, me compresa.

Ci smistarono in 5 diversi punti della città, all’interno di 5 diverse famiglie.

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Priory Roard, Terenure

Arrivai nella nuova casa a notte ormai inoltrata, quella che per gli irlandesi sarebbe a notte fonda: vanno a dormire molto presto, in linea di massima alle 22.00. Conobbi Sara, una graziosa signora irlandese dai capelli rossi. Ai tempi aveva 27 o 28 anni, fui felice che non ne avesse di più, c’erano meno probabilità che potesse essere bacchettona su orari, cibo o quant’altro. Quella stessa sera ci sedemmo al tavolo in cucina, mi offri una tazza di the caldo e si mise a dispensare consigli utili su come orientarmi al meglio nella nuova città. Su un foglietto mi appunto il numero dell’autobus che avrei dovuto prendere il mattino seguente per recarmi alla Swan, spiegandomi anche a che ora mi sarebbe convenuto uscire di casa per riuscire a prendere il bus; i mezzi di trasporti per la città passano di rado alle fermate, ogni 20/30 minuti per quel che ricordo. Al mattino seguente vidi per la prima volta un autobus a due piani. Mi sistemai con molto entusiasmo nella prima fila del secondo piano pronta per la nuova avventura.

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City Center

Alle ore 8.30 ero già in centro città. Andando in direzione della scuola non facevo altro che chiedermi se avrebbe piovuto solo in giornata. Seppur mi fu detto che avrei dovuto aspettarmi la pioggia per tutto il tempo, non ci volevo credere, necessitavo di verifiche personali. E difatti si è poi dimostrato che il mio informatore aveva ragione, tutti i giorni bisognava uscire di casa con l’ombrello sottobraccio nonché abbigliato a primavera, nel corrispettivo stagionale italiano. Dopo una settimana le condizioni meteo non ebbero più alcun effetto sul mio umore.

A scuola, approfittai della pause mattutine delle 11 per scendere sotto al bar e assaporare i famosi caffè in bicchieri alti di carta take away. No, non era Sturbucks, ma in un paio di giorni scoprii dove fossero situati i bar della catena a me più vicini.

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Swan Institute

Prossimamente: Dublin, luoghi da vedere, consigli su cosa assaggiare di buono e dove fare shopping

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